La nostra dichiarazione alla Chiesa e al mondo

Chi siamo

Il Movimento Cattolico Globale per il Clima è un’ alleanza internazionale, la prima di questo tipo, fra Cattolici di molte nazioni, continenti e percorsi di vita. Tra i membri del movimento ci sono laici, religiosi e sacerdoti, teologi, scienziati e attivisti provenienti da molte nazioni tra le quali Argentina, Filippine, Gran Bretagna, Kenya, Australia, Stati Uniti d’America, uniti dalla comune fede Cattolica e dall’impegno, pur svolto in ruoli e organizzazioni diverse, sulle questioni relative ai cambiamenti climatici.

La nostra collaborazione fa da eco alle dimensioni globali della Chiesa Cattolica e a un senso  di condivisione della comune responsabilità per la salvaguardia della creazione di Dio, che è meravigliosa e che ci dona la vita. Ci sono di ispirazione gli insegnamenti della Chiesa e ci guida la virtù della prudenza – concepita da San Tommaso d’Aquino come “la retta norma dell’azione”. Accettiamo le scoperte dei leader scientifici, quali quelli riuniti nel  il Pannello Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), secondo i quali le emissioni di gas serra provocate dalle attività umane stanno contribuendo ai cambiamenti che  si stanno verificando  sull’intero nostro pianeta e con gravissime conseguenze. Siamo infine certi che i cambiamenti climatici antropogenici (provocati cioè dall’umanità) minacciano la creazione di Dio e tutti noi, e in particolare i poveri, le cui voci hanno già parlato degli effetti di un clima alterato.

Cosa crediamo si debba mantenere – e perché

Il nostro interesse e il nostro impegno si fondano sulle scritture e la tradizione della Chiesa. Dalla Genesi fino all’ Apocalisse, i Cattolici accettano come verità rivelata che il creato ed il suo ordine siano un bene che essi devono abbracciare e custodire. Questo è stato ripetuto e sostenuto dai leader della Chiesa per due millenni. In risposta a ciò che Dio ha donato alla razza umana – aria pura, acqua che sostiene la vita, frutti della terra e ricchezza del mare – a noi è chiesto di onorare Dio, il nostro Creatore, per tutte queste molteplici benedizioni. Siamo obbligati a rispettare questi doni che sono per tutti. Per questa ragione i cambiamenti climatici sono, per i Cattolici, una questione profondamente spirituale, etica e morale. Mentre le discussioni su di essi dibattono su teorie economiche e piattaforme politiche e possono coinvolgere politiche di parte e manovre di particolari gruppi d’ interesse, noi ci focalizziamo sulle questioni morali e spirituali che ne sono coinvolte. I cambiamenti climatici riguardano la nostra responsabilità di figli di Dio e di fedeli di prenderci cura della vita umana, specialmente quella delle generazioni future avendo cura dell’ intera creazione, opera meravigliosa di Dio.

In occasione della sua visita alle Filippine Papa Francesco ha posto l’accento sulla interdipendenza tra il creato e l’umanità.  L’impatto che le condizioni climatiche estreme hanno sui più vulnerabili e sugli emarginati è chiaramente emerso quando ci siamo uniti alla preghiera del Santo Padre  per tutte quelle famiglie che erano state colpite dal super tifone Haiyan – per le molte migliaia di morti o dispersi e, per quelli ancora più numerosi, che sono rimasti senza le loro case.

Un invito alla preghiera, un invito alla azione

Una volta i vescovi delle Filippine hanno affermato “Noi siamo un popolo di speranza”. Con lo stesso spirito crediamo che, lavorando insieme e con la grazia di Dio “ sia possibile cambiare il corso degli eventi.”

Per prima cosa riconosciamo che, storicamente, le conversazioni sulla crisi climatica sono state incentrate più su aspetti intellettuali che sulle profonde implicazioni  spirituali e morali del nostro fallimento a prenderci cura della creazione di Dio. I leader Cattolici sono quindi invitati a parlare con voce profetica e a iniziare un dialogo spirituale con tutti i popoli e soprattutto con quei leader sia del mondo politico che di quello imprenditoriale e con i consumatori che sono coinvolti in politiche e pratiche distruttive per il clima. Riconosciamo anche la nostra necessità di  una conversione continua per vivere maggiormente, e secondo le intenzioni del Creatore, una vita in abbondanza per tutte le creature Fino a che le implicazioni morali di un cambiamento climatico antropogenico non saranno state chiaramente stabilite ed accettate è improbabile che le società possano o vogliano passare, in un appropriato lasso di tempo, a tecnologie, economie e stili di vita sostenibili.

E così, alla luce della crescente evidenza scientifica e delle esperienze  del mondo reale, noi offriamo le nostre preghiere per la grazia guarente di Dio mentre lavoriamo nel mondo per prenderci cura e patrocinare coloro che sono nel bisogno e tutto il creato.

Lo facciamo sollecitando i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo a difendere il bene comune, accogliendo quelli che hanno meno possibilità di difendersi da soli, i popoli del mondo che vivono in povertà, i nostri figli, nati o non nati, le generazioni future e tutte le forme di vita che popolano la creazione di Dio.

Sapendo che sono disponibili, e in abbondanza, soluzioni positive, ci offriamo di assistere le nuove voci che chiedono accordi sul clima forti ed internazionali, ma che invitano anche a incoraggiare la conversione dei cuori induriti.

Invitiamo tutti i Cattolici a approfondire le questioni relative ai cambiamenti climatici e a unirsi a future azioni – sia per accrescere la consapevolezza su questi importanti tematiche sia per agire nella pubblica piazza.

E, per finire, affidiamo tutti i nostri sforzi a Gesù Cristo, che rende nuove tutte le cose.

Conclusione: una continuazione degli insegnamenti della dottrina Cattolica

Papa Francesco sta per dare alle stampe una enciclica sulla salvaguardia dell’ambiente. Questo documento porterà avanti gli insegnamenti della Chiesa dati sia da San Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI  che da molti vescovi da ogni parte del mondo. Abbiamo già percepito questa continuità nelle parole fino ad oggi pronunciate da Papa Francesco. Con questa dichiarazione noi, i firmatari di questo documento, cerchiamo ora di aiutare a portare  al mondo questi insegnamenti della Chiesa.

Concludiamo con queste parole di speranza offerte al mondo all’apertura del papato del Santo Padre:

“Anche oggi davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi speranza. Custodire il creato, ogni uomo ed ogni donna, con uno sguardo di tenerezza e amore, è aprire l’orizzonte della speranza, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza! E per il credente, per noi cristiani, come Abramo, come san Giuseppe, la speranza che portiamo ha l’orizzonte di Dio che ci è stato aperto in Cristo, è fondata sulla roccia che è Dio”
+ Messa di Insediamento di Papa Francesco 19 Marzo 2013

 



LIKE US

FOLLOW US