Nel giorno di San Paolo, perché la Laudato si’ deve essere ‘la nostra strada verso Damasco’

Giugno 29, 2021

Di Annunziata Esposito
Animatrice Laudato  Si’   e membro del Circolo Laudato Si’
Pomigliano d’Arco, Italia

Nella festività di Pentecoste 2021 abbiamo ricevuto tutti un grande dono, un grande onore e, tuttavia, una grande responsabilità, un mandato ufficiale: saremo tutti missionari dell’Annuncio, impegnati a diffondere il Vangelo del Creato. Saremo tutti Paolo!

Paolo non conosceva Gesù, eppure è posto accanto a Pietro a fondamento della Chiesa. Pietro, le fondamenta, le colonne, i muri; Paolo il fulmine, la luce che inonda le navate e rende vive le pietre.

Questa è l’immagine che abbiamo in mente quando entriamo in una chiesa, la stessa di quando entriamo in un bosco. Radici, tronchi, rami la modellano nella sua imponenza, mentre la luce la vivifica. Entrambi sono parte del tutto e insegnano la pluralità nell’unità.

Gli apostoli fanno riferimento a Pietro per dare valore alla Risurrezione. Noi, che ci sentiamo chiamati ad una conversione ecologica, guardiamo a Papa Francesco, alle istituzioni, ai princìpi,  al nostro fondamento di unità, pietra sulla quale costruire il nostro apostolato.

Siamo apostoli come Paolo? Sulla via di Damasco c’è la conversione: Saulo diventa Paolo, un uomo nuovo.

La Laudato Si’ per molti nel mondo, è stata una “illuminazione”, la nostra strada verso Damasco. Ci ha aperto gli occhi sulle iniquità dell’economia, sulla povertà, sul disastro ambientale che potremmo lasciare ai nostri figli.

È stata soprattutto una “rivelazione”, la “chiamata” di oggi a trasformare i nostri cuori e le nostre comunità.

La conoscenza della vera identità di Gesù in questa esperienza di conversione ci ha cambiato in modo irreversibile. Gesù è vivo nella creazione, ovunque presente e operante.

Ci ha chiesto una nuova conoscenza di noi stessi. Ci ha riconquistato di nuovo, illuminando le notti oscure della nostra esistenza. Ci ha ricordato che ora tutto è grazia.

«Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore… E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune» (1 Cor 12,4 -7).

Così noi, riuniti nei Circoli Laudato Si’ , nelle parrocchie, nelle nostre comunità, coloro che, con la forza di Pietro, la sua irruenza e impulsività, ma anche la sua autorevole guida, diventano un punto di riferimento; coloro che, come Paolo, cercano instancabilmente gli “altri”, si mettono costantemente in gioco e annunciano pazientemente ai “lontani”, il diverso.

Il messaggio della conversione ecologica ha una dimensione universale; deve coinvolgere tutti.

Lo vediamo ogni giorno, anche tra di noi, quando ci parliamo, ci ascoltiamo, prendiamo decisioni e agiamo.

Siamo consapevoli, come è successo a Paolo, di scontrarci con il nostro Moloch, questo moderno, oscuro concentrato di poteri economici che condiziona la vita del pianeta.

Le persone non valgono quello che sono ma solo per quello che producono. Non sono interessati alla conservazione degli oceani, alla difesa della natura, allo scioglimento dei ghiacciai o alla vita umana nella sua creazione divina. Il prodotto, non la persona!

Nei Circoli Laudato Si’, stiamo conoscendo meglio Dio nel creato. Dio è veramente all’opera in tutto e in ogni persona. La conversione è a portata di mano, l’amore per il creato è un’esigenza, una necessità vitale, basta aprire gli occhi e guardarsi.

Allora diventa fondamentale osservare i deboli, le crepe nella vita dei fragili, le ferite nella Terra. È lì che dobbiamo andare a riparare, a guarire.

Fermati la mattina a pregare in un prato e il canto degli uccelli ci accompagnerà. Ci diranno che lo Spirito Santo gioisce, che è stata ritrovata la comunione con il creato!

Durante la Settimana Laudato Si’  abbiamo camminato molto. Abbiamo camminato e pregato. Come Paolo, abbiamo parlato con tutti quelli che abbiamo incontrato, abbiamo ascoltato le loro ragioni, abbiamo accettato la loro sfiducia e anche molti ci hanno sorpreso ascoltandoci a loro volta.

Che gioia è stata quando da 10 persone ci siamo ritrovati a un gruppo di 30, a pregare per la Madre Terra! L’unità è stata ritrovata, quell’unità che arriva lungo il cammino. E’ opera dello Spirito Santo, per aver camminato insieme.